Un'analisi molto scadente, anche in base ai tuoi standards notoriamente bassi. Degna di essere pubblicata sul Fatto, o su Rifondazione. No, forse esagero. Sei basso, ma non cosi basso.
Buona al massimo per essere incorporata in un'enciclopedia per ragazzi, grondante ottimismo e stolida fiducia nel progresso. Che punta sempre verso sud, naturalmente. Suddivisione infantile e manieristica delle fasi storiche: schiavismo del mondo antico, servitu del buio Medio Evo, liberazione attraverso l'Illuminismo.
L'eta classica rinuncio' allo sviluppo tecnologico, malgrado il genio greco fosse abbondantemente in grado di anticipare la rivoluzione della macchina a vapore. No idle hands, negli intenti. Ogni attivita doveva essere svolta attraverso lo sforzo muscolare. Nei fatti la rinuncia alla svolta tecnologica fu la conseguenza della preoccupazione di non privare le masse, libere o schiavizzate, di una comoda sedia da scaldare o di un masso di granito da sollevare. La macchina a vapore avrebbe reso ridondanti le moltitudini e i pii dominatori ellenistici e romani non se la sentivano di affrontare una seria ristrutturazione demografica.
La resa individuale degli schiavi era enormemente inferiore a quella degli operai liberi dell'eta industriale, gemmazione dell'Illuminismo. Fu l'illuminismo a fornire i presupposti ideologici e gli strumenti materiali per spremere quantita ottimali di energia dai lavoratori. La condizione degli operai inglesi era incomparabilmente piu dura di quella dei villici medioevali.
Addio rilassante raccolta del cotone, ora i neri americani dovevano spezzarsi la schiena nelle officine di Detroit.
La nostalgia per i dolci tempi schiavistici non si e’ mai sopita. Le masse, soprattutto latine, soprattutto italiche, soprattutto centro-meridionali, rimpiangono i ritmi esasperantemente lenti del sistema di produzione romano-cristiano. Vogliono la piena occupazione ma si oppongono strenuamente alle opere, piccole, medie, grandi. E come sono zelanti le minoranze pensanti espressione dello spirito degli schiavi a rilevare le pecche dell’energia nucleare, degli inceneritori, delle ferrovie super-veloci, dei trafori, dei ponti, delle autostrade.
Qualunque sia la proposta, lo schiavo cerebrato, che noi conosciamo sotto il nome di intellettuale di sinistra, decostruisce sofisticamente e espone al ludibrio popolare.
Vogliono la piena occupazione ma per far che? Si immaginano serenamente sdraiati su seggioloni o tra campi erbosi, a contare i giorni che li separano dalla sovvenzione imperiale.
Facciamola finita con le grandi masse. Gli schiavi servono solo a intenerirci il cuore e a incitarci alla conversione alla religione di schiavi.
Bombardiamoli.